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RSPP e datore di lavoro: quando è possibile per legge

In breve: L’art. 34 del D.Lgs. 81/08 consente al datore di lavoro di svolgere direttamente il ruolo di RSPP solo in aziende che rientrano nei limiti previsti per legge: fino a 30 lavoratori per le aziende artigiane, industriali, agricole e zootecniche; fino a 20 per la pesca; fino a 200 per le altre tipologie. Superare anche solo una di queste soglie obbliga alla nomina di un RSPP interno o esterno. Il datore di lavoro che assume l’incarico deve frequentare un corso di formazione specifico e rispettare gli obblighi di aggiornamento: senza formazione adeguata, l’incarico non è esercitabile legittimamente.

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Nelle piccole e medie imprese capita spesso di porsi una domanda molto concreta: il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo di RSPP?

È una richiesta legittima, soprattutto quando l’azienda ha una struttura snella e il titolare segue in prima persona l’organizzazione della sicurezza. Tuttavia, la risposta non può essere semplificata: la legge consente al datore di lavoro di essere anche RSPP solo in determinate condizioni, che vanno verificate con attenzione.

Capire quando il datore di lavoro può essere RSPP, quali sono i limiti previsti e quali obblighi comporta questa scelta è fondamentale per evitare errori che, nella pratica, sono molto più frequenti di quanto si pensi.

Per questo motivo, la normativa sulla sicurezza prevede che ogni azienda debba individuare un RSPP, interno o esterno. In alcuni casi, però, è lo stesso datore di lavoro che può assumere direttamente questo incarico.

Il datore di lavoro può essere RSPP?

Sì, il datore di lavoro può essere RSPP ma solo se l’azienda rientra nei casi previsti dalla normativa. L’articolo 34 del D.Lgs. 81/08 stabilisce infatti che la legge consente al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione solo entro specifici limiti, definiti in base al tipo di attività e al numero di lavoratori. Questo significa che la possibilità non è automatica e non vale per tutte le imprese. È necessario verificare con precisione se la propria realtà rientra nei casi ammessi.

In particolare, il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo di RSPP se l’azienda rientra in uno di questi casi:

  • aziende artigiane e industriali: fino a 30 lavoratori
  • aziende agricole e zootecniche: fino a 30 lavoratori
  • aziende della pesca: fino a 20 lavoratori
  • altre tipologie di aziende: fino a 200 lavoratori

Questi limiti sono uno degli aspetti più delicati: superare anche solo una di queste soglie comporta l’obbligo di nominare un RSPP interno o esterno.

Cosa significa, nella pratica, essere datore di lavoro e RSPP

Quando si dice che il datore di lavoro può svolgere direttamente e personalmente i compiti dell’RSPP, non si parla di una semplice formalità. Significa assumere in prima persona un ruolo operativo nella gestione della sicurezza. In concreto, questo comporta:

  • occuparsi attivamente della prevenzione dei rischi;
  • garantire che il DVR sia coerente con la realtà aziendale;
  • seguire gli aggiornamenti normativi e organizzativi;
  • programmare e verificare la formazione dei lavoratori.

È una scelta che richiede tempo, competenze e continuità.

Formazione del datore di lavoro RSPP: un requisito indispensabile

Uno dei punti più sottovalutati riguarda la formazione del datore di lavoro RSPP. Anche se il datore di lavoro non segue il percorso previsto per gli RSPP “professionisti”, deve comunque frequentare un corso di formazione specifico e rispettare gli obblighi di aggiornamento.

La durata e le modalità della formazione dipendono dal livello di rischio dell’azienda e dalle disposizioni vigenti. Quello che conta, nella pratica, è che senza formazione adeguata e aggiornata il datore di lavoro non può svolgere legittimamente il ruolo di RSPP, anche se l’azienda rientra nei limiti previsti.

Responsabilità: cosa cambia se il datore di lavoro è anche RSPP

Assumere il ruolo di RSPP non riduce le responsabilità del datore di lavoro, ma le concentra. Il datore di lavoro resta il principale responsabile della sicurezza e, svolgendo anche i compiti dell’RSPP, assume direttamente anche il presidio tecnico della prevenzione.

Questo significa che eventuali carenze nella valutazione dei rischi, nella formazione o nell’organizzazione delle misure di sicurezza possono avere conseguenze dirette, anche rilevanti.

Sanzioni e rischi in caso di irregolarità

La mancata designazione dell’RSPP, l’assenza dei requisiti formativi o una gestione non conforme della sicurezza espongono l’azienda a sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, penali.

Quando conviene davvero che il datore di lavoro sia RSPP

La soluzione del datore di lavoro RSPP funziona meglio in aziende di dimensioni contenute, con processi stabili e una reale attenzione alla sicurezza. Diventa invece più complessa quando l’organizzazione cresce, cambiano le lavorazioni o aumentano i rischi. Valutare questa scelta con consapevolezza è il modo migliore per evitare problemi nel tempo e costruire un sistema di sicurezza efficace.

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Per approfondire gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro, il ruolo dell’RSPP e i percorsi formativi previsti per il datore di lavoro, puoi consultare la sezione dedicata alla sicurezza sul lavoro di Masoni Consulting.

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